
Pertosa
Il comune di Pertosa si trova all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che per l’armoniosa coesistenza di natura e cultura è stato candidato come bene misto, e si distingue per l’eterogeneità del territorio, ravvisabile non soltanto nelle sue caratteristiche morfologiche, ma anche in quelle più strettamente legate alla struttura socioeconomica.
Il nome di Pertosa deriva dal toponimo “pertusium”, che significa stretta apertura, in riferimento al piccolo ingresso delle Grotte dell’Angelo, situate nei pressi dell’abitato.
Quest’ultimo è sorto nell’XI-XII secolo: intorno all’XI secolo i Benedettini costruirono il Monastero e la Chiesa di Santa Maria, favorendo un lungo periodo di sviluppo e benessere, interrotosi nella prima metà del XIV secolo, a causa di un violento terremoto che rase al suolo l’intero paese, provocando la morte di quasi tutti gli abitanti: i terreni e le proprietà dell’Abbazia vennero concessi in enfiteusi ad alcuni residenti dei vicini centri di Caggiano ed Auletta. Due secoli dopo i contadini dei paesi limitrofi ricominciarono a stabilirsi nelle terre di Pertosa, avviandone la rinascita. Descritto come casale di Caggiano , nel 1694 Pertosa, insieme ad Auletta si rende autonoma dal feudo , ma soltanto nel 1830 diventerà comune indipendente.
Oggi il paese conta circa mille abitanti, ed è un centro molto vivace dal punto di vista produttivo e culturale. La natura rigogliosa, a tratti selvatica, di Pertosa è alimentata dalla millenaria presenza dell’acqua, preziosissima per queste terre poiché da sempre ha favorito lo sviluppo di un’intensa attività produttiva. Il territorio è infatti lambito dal fiume Tanagro e presenta una flora e una fauna variegata. La natura, a sua volta, fa da cornice a splendidi luoghi, come la Cascata di Maremanico e le Gole di Campostrino, ma anche a diversi itinerari Trekking, tra cui il “Cammino dell’Alleanza”, sulla direttrice Pertosa-Auletta-Petina e il sentiero che percorre l’alta via del Monte Cervati.
Mentre nella centralissima P.zza De Marco è possibile ammirare la Mostra permanente “un Muro diventa Cultura” e, in particolare, una scultura che rappresenta le quattro stagioni.
Da ricordare, inoltre la manifestazione di musica etnica “Negro”( fine agosto), che prende il nome dal fiume che attraversa le affascinanti Grotte dell’Angelo, è un incontro annuale per tutti gli
amanti della musica e cultura etnica , i quali rimarranno strabiliati dalla naturale scenografia che si presenta ai loro occhi.
Dal punto di vista religioso molta importanza rivestono i festeggiamenti del patrono San Benedetto che si svolgono il 21 Marzo con una solenne messa e processione del Santo per tutte le vie del paese; e del protettore San Vittorio il 14 Maggio nell’ambito dei festeggiamenti si svolge “La Sagra del Carciofo Bianco”.
Per tutti i visitatori che vorranno visitare questo piccolo, ma vivace paese ricco di storia, cultura e tradizioni a farla da padrone saranno i prodotti tipici tra cui ricordiamo: l’olio extra vergine di oliva, la pasta fatta in casa, gli asparagi, i funghi, salumi, caciocavalli e per ultimo, ma non per importanza il “Carciofo Bianco “ di Pertosa che è da considerarsi un prodotto tipico che si coltiva esclusivamente nei comuni di Pertosa, Caggiano, Auletta e Salvitelle. Una varietà di carciofo che si distingue per la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco), la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne, che lo rendono unico nella sua specie. Per il suo sapore delicato, il Carciofo Bianco è inserito nei presidi Slow Food a tutela della genuinità del prodotto, la cui coltivazione è assolutamente naturale.
Auletta
Il comune di Auletta è situato sui Monti Alburni nei pressi del fiume Tanagro,
nel suo territorio, famoso per la presenza di ulivi si possono effettuare
numerosi percorsi naturalistici. Sulle origini del toponimo sono state avanzate
varie ipotesi, secondo una leggenda citata dal Pacichelli, la città più
antica sarebbe stata fondata dal mitico Auleto, compagno di Enea, dopo essersi
riposato a Palinuro. Qualcuno invece afferma che il termine Auletta sia
un fitonimo: dal momento che la zona è piena di ulivi, si fa derivare il
nome da “olea” e infatti troviamo la città nominata come “olibola” nel 1095
e come “Olivola” nel 1131. Altri ancora attribuiscono origini greche al
nome (Auletta fu fiorente colonia greca tra il VII e VI sec. a.C.), facendolo
derivare da “Auletes” che vuol dire “suonatori di flauto” e richiamandosi
alle origini pastorali del primo nucleo abitato, che pare si sia stanziato
nella zona vicina alla Grotta dell’Angelo. I primi abitanti, che si erano
stabiliti nella località “Tempa di Donna Rosa”, si trasferirono successivamente
sulla riva del fiume Tanagro. Intorno all’anno Mille, sorsero nel paese
molte chiese e l’eremitaggio di San Giacomo sul monte omonimo.
All’incirca
nella stessa epoca, Auletta era fortificata e ad essa si poteva accedere
attraverso tre porte corrispondenti ad altrettante strade: Porta del Castello,
Porta del Fiume e Porta Rivellino o Piano. Era già stato costruito anche
il Castello Marchesale con le sue superbe torri, parte integrante del sistema
di difesa del Ducato di Salerno che nel 1535 permise di resistere alle truppe
spagnole di Carlo V. Proprio attorno ad esso, in epoca longobarda, il paese,
più volte distrutto e abbandonato in passato, rinacque. In epoca normanna,
questa terra fu dominata da Guglielmo di Principato, appartenente alla stirpe
degli Altavilla, poi dai Gesualdo, dai Vitilio e dai più nobili Di Gennaro,
ultima famiglia feudataria di Auletta. Nel periodo aragonese, essa divenne
“terra promiscua” del feudo di Caggiano. In epoca napoleonica, anche Auletta
come tutto il Regno di Napoli, subì le conseguenze delle leggi che sopprimevano
gli ordini religiosi (1807-1809): i beni di chiese e monasteri furono prima
incamerati nell’erario e poi alienati per pagare i creditori dello Stato;
preti e monaci scomparvero. Tra i prodotti tipici di Auletta il più importante
è senza dubbio l’olio extra vergine di oliva, senza dimenticare i fagioli
chiamati”scucchiularielli” e il vino moscatello. Dal punto di vista religioso
molto sentita è la "Festa patronale di San Donato da Ripacandida": celebrazione
religiosa del 15-16-17-18 agosto. Nei giorni 17 e 18 la statua di argento
e la reliquia del santo vengono portate in solenne processione per le vie
del paese. Altra manifestazione che nasce con l’idea di riunire tutti gli
emigranti è “Aulettesi nel mondo": festa dedicata al "ritorno" degli emigranti,
che ricorre ogni primo week-end di agosto. La manifestazione si svolge in
Piazza Castello con spettacoli, mostre fotografiche e degustazione di prodotti
locali.